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Efficienza energetica nell’industria: il saving dei consumi implementa il business

9 Febbraio 2022 | blog

 

 

 

Nelle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, il settore dell’industria gioca un ruolo determinante: per il suo ruolo e per il suo impatto socio economico, è chiamato a delineare una strategia complessiva di crescita sostenibile del sistema produttivo del Paese, fornendo un contributo attivo e concreto agli obiettivi per eliminare la CO2 dall’atmosfera.

 

Tale impegno, tuttavia, è reso particolarmente complesso dal fatto che l’auspicato contenimento dei consumi energetici (e in generale l’obiettivo di decarbonizzazione dell’economia) deve coniugarsi con il tema della produttività e competitività delle imprese, che è fortemente influenzato da molte variabili, fra cui i vincoli ambientali, i costi e la volatilità dei prezzi dell’energia.

 

Come risulta, infatti, da studi non molto recenti condotti dall’Unione Europea sul tema – Communication on Energy Efficiency and its contribution to energy security and the 2030 Framework for climate and energy policy – nel periodo 1995-2009, negli anni si è assistito a un aumento di un punto percentuale dei costi delle fonti energetiche.

 

Ciò può determinare una riduzione di circa 1,6% della competitività di export. Inoltre, la recessione economica che ha investito l’economia mondiale, dal 2007 ha complessivamente rallentato il processo di efficientamento del settore industriale europeo e in alcuni casi, ne ha decretato l’arresto (es. acciaio, cemento…); dal 2007 al 2013 il tasso di efficientamento è stato dello 0,9% anno, rispetto al valore di 1,9% anno fatto registrare nel periodo 2000 – 2007 (Progetto Odysee).

 

La durata e la profondità della crisi economica hanno intaccato significativamente il sistema industriale, provocandone un ridimensionamento in termini di numero di imprese, di addetti e di valore aggiunto in tutti i comparti.

Con queste prerogative, c’è da chiedersi quale possa essere il contributo, in termini di obiettivi di decarbonizzazione, che il settore industriale italiano è in grado di esprimere a breve e medio termine e come questi obiettivi possano aumentare anche il core business dell’azienda.

 

In parole povere: quali sono le aziende di efficientamento energetico, economicamente sostenibili dalle aziende stesse?

 

Assesment, Analisi, Efficienza

 

Il tema dell’efficienza energetica deve essere analizzato con un approccio integrato su tre punti:

  1. assesment tecnologico energetico dei settori industriali finalizzato ad una esplorazione delle potenzialità “tecnologiche ed energetiche” che i singoli settori produttivi dell’industria italiana sono in grado di esprimere per ridurre l’intensità energetica dei propri processi;
  2. analisi empirica della verifica dell’impatto di misure di efficientamento energetico sulla performance, produttività e competitività di imprese del settore industriale;
  3. efficienza energetica in Europa e in Italia a confronto.

 

Attraverso uno studio così integrato è possibile comprendere quali sono le azioni concrete che un’azienda può intraprendere in termini d’efficientamento energetico, senza penalizzare la produttività.

 

Al giorno d’oggi, infatti, esiste una stretta relazione tra competitività ed efficienza energetica delle imprese.

 

Nonostante non sia possibile definire un livello di efficienza energetica delle singole imprese, si può comunque approssimare con l’avere o meno presentato domanda di riconoscimento di titoli di efficienza energetica.

 

Infatti, richiedere degli standard d’efficienza energetica costringe le aziende a rispettare determinate norme, particolarmente restrittive, per arrivare all’efficientamento energetico dei processi.

 

Attualmente, i mercati internazionali e nazionali guardano con grande interesse alle aziende che possono attestare di prender parte alla decarbonizzazione dell’economia.

 

Infatti, secondo il progetto InduCo del 2018, le imprese che hanno investito in interventi di efficienza energetica hanno avuto un indice di competitività mediamente superiore del 56% rispetto alle imprese che non lo hanno fatto.

 

Questo significa che le imprese più attente anche agli aspetti di gestione energetica dei propri processi produttivi sono già in partenza più competitive.

 

L’efficienza energetica, difatti, oggi è uno dei molteplici fattori che influenzano la competitività di una impresa manifatturiera anche nei settori non energy-intensive.

 

Efficienza energetica, sostenibilità energetica ed ambientale, integrazione con il territorio e industrializzazione in ottica di impresa 4.0 sono temi sempre più collegati al core business aziendale.

 

Efficienza, controllo, competizione

 

Gli effetti degli interventi di efficienza energetica non generano solamente un beneficio economico legato alla riduzione dei costi energetici, ma spesso hanno impatti sull’intero sistema di gestione aziendale, con effetti altrettanto e forse ancor più importanti e rilevanti del risparmio energetico: la sicurezza e il confort dei lavoratori, l’affidabilità produttiva, la qualità dei prodotti, la credibilità sui mercati internazionali.

 

Il cambio di paradigma che sta vivendo il mondo industriale in questo momento (industria 4.0), avrà un effetto dirompente nelle logiche produttive. Le grandi imprese che hanno da tempo intrapreso un

percorso in questa direzione sono oggi leader di mercato e hanno ottenuto fortissimi vantaggi sia in

termini di efficienza energetica, ma soprattutto in termini di competitività e flessibilità.

Le aziende più lungimiranti, infatti, hanno realizzato un piano di sostenibilità e previsto un budget annuo dedicato ad essa, avendo compreso come ciò possa incrementare le performance a 360 gradi.

 

Se le grandi imprese, che hanno maggior capitale da spendere, hanno largamente investito in interventi di efficientamenti energetico, aumentando lo scarto competitivo con le altre realtà, ciò non significa che una PMI non possa ugualmente puntare all’efficientamento.

 

Il primo passo prima di investire, infatti, è sempre comprendere la portata dei consumi. Monitorare i vari processi aziendali è un punto di partenza indispensabile, anche solo per arrivare a prestazioni di consumo ideali.

 

Inizia con la raccolta di informazioni sulle prestazioni dell’impianto, attraverso l’utilizzo di metodologie basate sul calcolo e sul confronto di indicatori.

 

Gli indicatori di prestazione, infatti, forniscono una rappresentazione accurata delle prestazioni del sistema per la definizione degli obiettivi di efficientamento.

 

Dunque, gli indicatori di prestazione possono essere utilizzati come:

  1. strumento di monitoraggio delle prestazioni energetiche nel tempo;
  2. strumento di informazione sull’efficacia delle misure di efficientamento messe in atto;
  3. strumento per l’individuazione di una metodologia che evidenzi i consumi energetici e le opportunità di efficientamento.

 

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Alessandro Sterfano – Direttore

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